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lunedì 5 marzo 2012

feeling

ieri, una domenica come tante.
a prima vista.
Biscottino in trasferta dai nonni, che l'hanno portato in giro per Roma, ma soprattutto a Termini dove è potuto salire e scendere dai treni, sua ultima grande passione...
Moto Moto ed io con un sacco di cose da fare approfittando dell'assenza del maremoto ambulante.

la cosa bella è stata che non abbiamo fatto tutto quello che avevamo in mente di fare, forse neanche un quarto della lista.
ma ad un certo punto ci siamo ritrovati a passeggiare tra le corsie del super abbracciati come una coppia alla prima settimana di convivenza, tirando giù dagli scaffali roba senza un senso preciso, e a spettegolare degli avventori; ma con gli occhi non con le parole sottovoce per non farti sentire. rendendoci conto che i nostri sguardi capivano, intercettavano quello che l'altro stava per dire senza bisogno di farlo, come una coppia che ha quel legame che non si vede ma che c'è.

è stato bello.

martedì 30 agosto 2011

un po' di vacanze 2011

Ne ho fatte tante di foto, con la mia nuova amica canon e con il mio fido iPhonino...
quest'ultimo mi ha regalato un sacco di soddisfazioni ( non lo dovrei dire troppo ad alta voce perchè l'ho rubato al marito ).
qui c'è un po' di quello che è stata la nostra vacanza: 10 giorni di mare che sono volati via, 10 giorni che mi hanno regalato un sacco di momenti felici ( anche se qualche scazzo coniugale non è mancato )!!!
10 giorni in cui il biscottino si è guadagnato il grado di Braciola ( è vero che il mare mette fame - e non lo dite a me che sono pure ingrassata, cazzo - ma questo bambino è senza fondo... da chi avrà ripreso tesoruccio della mamma!!! ) e durante i quali è cresciuto tantissimo, imparando a fare e a dire un sacco di cose nuove.













   
  
    

    

    

    

    
le foto qui sopra sono in ordine sparso

martedì 26 luglio 2011

quando si dice la sfiga...

no perchè io son sfigata!
ma veramente...
cioè il pupo parte, noi siamo diciamo un po' tristi, per me è la prima vera separazione dopo quasi 25 mesi di sempre insieme...
avevamo diritto o no ad un po' di "consolazione" ...

evidentemente no.

mercoledì 14 aprile 2010

°capitolo 21°


quando ero piccola mia madre mi ha invitata più e più volte - ma diciamo pure assillata - a leggere il famosissimo "piccolo principe", ed io puntualmente rifiutavo, anche per capriccio probabilmente, o perchè è più facile contraddire un genitore che assecondarlo... è anche vero che quando ero piccola non amavo molto leggere, forse perchè mi hanno sempre imposto la lettura ad esempio a scuola. non so.
fatto sta che si cresce e spesso e volentieri - e meno male direi - si cambia, ed ho cominciato anche ad appassionarmi alla lettura. non che sia diventata una divoratrice di libri, ho dei gusti particolari, spesso contraddittori e soprattutto incostanti... ma ho letto un po' di libri... però il piccolo principe proprio non ricordavo nemmeno fosse stato scritto.
poi un giorno conosco mio marito, ad un seggio elettorale: lui rappresentante di lista appena lasciato dalla fidanzata, io scrutatrice in una situazione sentimentale allo stallo...
nei 3 giorni elettorali abbiamo parlato parlato parlato parlato... e tra le tante chiacchere lui se ne uscì chiedendomi se avevo mai letto sto famoso libro, scritto da uno con un nome un po' difficile da pronunciare...
per una 10ina di giorni non ci siamo sentiti tranne che via sms. poi ci siamo visti, per il suo compleanno, poi ho letto il libro e poi ho lasciato il ragazzo con cui stavo e dopo pochi giorni sono riuscita con mio marito ( allora aitante giovinotto, con fisico asciutto e propensione al regalo di fiori ) e ci siamo messi insieme, senza più lasciarci fino ad ora.
di quei giorni di lettura ricordo in modo particolare il capitolo 21; lo ricordo perchè ha cambiato il mio modo di vedere la vita, soprattutto quella amorosa. e lo ricordo perchè lui, il grizzly mi chiamò proprio quando finii di leggere quel capitolo e mi trovò singhiozzante  in preda ad una crisi di identità.
sono felice di aver letto "il piccolo principe di Antoine de Saint-Exupéry" di averlo fatto quando ero pronta per farlo, e di aver tratto un ottimo insegnamento da quella lettura.


capitolo XXI



In quel momento apparve la volpe. "Buon giorno", disse la volpe. "Buon giorno", rispose gentilmente il piccolo principe, voltandosi: ma non vide nessuno. "Sono qui", disse la voce, "sotto al melo..." "Chi sei?" domando' il piccolo principe, "sei molto carino..." "Sono una volpe", disse la volpe. "Vieni a giocare con me", le propose il piccolo principe, sono cosi' triste..." "Non posso giocare con te", disse la volpe, "non sono addomestica". "Ah! scusa", fece il piccolo principe. Ma dopo un momento di riflessione soggiunse: "Che cosa vuol dire <addomesticare>?" "Non sei di queste parti, tu", disse la volpe, "che cosa cerchi?" "Cerco gli uomini", disse il piccolo principe. "Che cosa vuol dire ?" "Gli uomini" disse la volpe, "hanno dei fucili e cacciano. E' molto noioso! Allevano anche delle galline. E' il loro solo interesse. Tu cerchi delle galline?" "No", disse il piccolo principe. "Cerco degli amici. Che cosa vuol dire "<addomesticare>?" "E' una cosa da molto dimenticata. Vuol dire ..." "Creare dei legami?" "Certo", disse la volpe. "Tu, fino ad ora, per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi. Ma se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno l'uno dell'altro. Tu sarai per me unico al mondo, e io saro' per te unica al mondo". "Comincio a capire" disse il piccolo principe. "C'e' un fiore... credo che mi abbia addomesticato..." "E' possibile", disse la volpe. "Capita di tutto sulla Terra..." "Oh! non e' sulla Terra", disse il piccolo principe. La volpe sembro' perplessa: "Su un altro pianeta?" "Si".
"Ci sono dei cacciatori su questo pianeta?" "No". "Questo mi interessa. E delle galline?" "No". "Non c'e' niente di perfetto", sospiro' la volpe. Ma la volpe ritorno' alla sua idea: "La mia vita e' monotona. Io do la caccia alle galline, e gli uomini danno la caccia a me. Tutte le galline si assomigliano, e tutti gli uomini si assomigliano. E io mi annoio percio'. Ma se tu mi addomestichi, la mia vita sara' illuminata. Conoscero' un rumore di passi che sara' diverso da tutti gli altri. Gli altri passi mi fanno nascondere sotto terra. Il tuo, mi fara' uscire dalla tana, come una musica. E poi, guarda! Vedi, laggiu' in fondo, dei campi di grano? Io non mangio il pane e il grano, per me e' inutile. I campi di grano non mi ricordano nulla. E questo e' triste! Ma tu hai dei capelli color dell'oro. Allora sara' meraviglioso quando mi avrai addomesticato. Il grano, che e' dorato, mi fara' pensare a te. E amero' il rumore del vento nel grano..." La volpe tacque e guardo' a lungo il piccolo principe: "Per favore... addomesticami", disse. "Volentieri", disse il piccolo principe, "ma non ho molto tempo, pero'. Ho da scoprire degli amici, e da conoscere molte cose". "Non ci conoscono che le cose che si addomesticano", disse la volpe. "Gli uomini non hanno piu' tempo per conoscere nulla. Comprano dai mercanti le cose gia' fatte. Ma siccome non esistono mercanti di amici, gli uomini non hanno piu' amici. Se tu vuoi un amico addomesticami!" "Che cosa bisogna fare?" domando' il piccolo principe. "Bisogna essere molto pazienti", rispose la volpe. "In principio tu ti sederai un po' lontano da me, cosi', nell'erba. Io ti guardero' con la coda dell'occhio e tu non dirai nulla. Le parole sono una fonte di malintesi. Ma ogni giorno tu potrai sederti un po' piu' vicino..." Il piccolo principe ritorno' l'indomani. "Sarebbe stato meglio ritornare alla stessa ora", disse la volpe. "Se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi alle quattro, dalle tre io comincero' ad essere felice. Col passare dell'ora aumentera' la mia felicita'. Quando saranno le quattro, incomincero' ad agitarmi e ad inquietarmi; scopriro' il prezzo della felicita'! Ma se tu vieni non si sa quando, io non sapro' mai a che ora prepararmi il cuore... Ci vogliono i riti". "Che cos'e' un rito?" disse il piccolo principe. "Anche questa e' una cosa da tempo dimenticata", disse la volpe. "E' quello che fa un giorno diverso dagli altri giorni, un'ora dalle altre ore. C'e' un rito, per esempio, presso i miei cacciatori. Il giovedi ballano con le ragazze del villaggio. Allora il giovedi e' un giorno meraviglioso! Io mi spingo sino alla vigna. Se i cacciatori ballassero in un giorno qualsiasi, i giorni si assomiglierebbero tutti, e non avrei mai vacanza". Cosi' il piccolo principe addomestico' la volpe. E quando l'ora della partenza fu vicina: "Ah!" disse la volpe, "... piangero'". "La colpa e' tua", disse il piccolo principe, "io, non ti volevo far del male, ma tu hai voluto che ti addomesticassi..." "E' vero", disse la volpe. "Ma piangerai!" disse il piccolo principe. "E' certo", disse la volpe. "Ma allora che ci guadagni?"
"Ci guadagno", disse la volpe, "il colore del grano". Poi soggiunse: "Va' a rivedere le rose. Capirai che la tua e' unica al mondo. Quando ritornerai a dirmi addio, ti regalero' un segreto". Il piccolo principe se ne ando' a rivedere le rose. "Voi non siete per niente simili alla mia rosa, voi non siete ancora niente", disse. "Nessuno vi ha addomesticato, e voi non avete addomesticato nessuno. Voi siete come era la mia volpe. Non era che una volpe uguale a centomila altre. Ma ne ho fatto il mio amico ed ora e' per me unica al mondo". E le rose erano a disagio. "Voi siete belle, ma siete vuote", disse ancora. "Non si puo' morire per voi. Certamente, un qualsiasi passante crederebbe che la mia rosa vi rassomigli, ma lei, lei sola, e' piu' importante di tutte voi, perche' e' lei che ho innaffiata. Perche' e' lei che ho messa sotto la campana di vetro. Perche' e' lei che ho riparata col paravento. Perche' su di lei ho uccisi i bruchi (salvo i due o tre per le farfalle). Perche' e' lei che ho ascoltato lamentarsi o vantarsi, o anche qualche volta tacere. Perche' e' la mia rosa". E ritorno' dalla volpe. "Addio", disse.
"Addio", disse la volpe. "Ecco il mio segreto. E' molto semplice: non si vede bene che col cuore. L'essenziale e' invisibile agli occhi". "L'essenziale e' invisibile agli occhi", ripete' il piccolo principe, per ricordarselo. "E' il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa cosi' importante". "E' il tempo che ho perduto per la mia rosa..." sussurro' il piccolo principe per ricordarselo. "Gli uomini hanno dimenticato questa verita'. Ma tu non la devi dimenticare. Tu diventi responsabile per sempre di quello che hai addomesticato. Tu sei responsabile della tua rosa..." "Io sono responsabile della mia rosa..." ripete' il piccolo principe per ricordarselo.

lunedì 22 febbraio 2010

°alla fine°

... alla fine quella strana sono io ...
mi pare normale se non addirittura ovvio!


fino ad un ora circa fa la giornata è stata molto ben vissuta! stamani ci siamo svegliati tutti tardi, stanotte il piccolino ha dormito bene, non si è mai svegliato.... abbiamo fatto colazione, quattro cavolate e poi siamo scesi per montare il seggiolino nuovo ( gentile dono ricevuto dalla mamma del grizzly ). poi giretto per i castelli, pranzo, altre quattro cavolate per non perdere l'abitudine e poi preparazione della cena. fettine panate al forno per non farle troppo pesanti, ma per fare un pensiero gradito al marito che era in preda alle convulsioni da mal di denti e quindi visto che gli piacciono volevo farlo contento... poi al momento del cambio pannolino è scoppiata la baruffa.
inizia col dire "ieri mia madre mi ha detto una cosa" finisce con "io non dico nulla quando tu vai da tua madre e non passi mai dalla mia" ( abitano nello stesso quartiere ).
E' vero io non tutte le volte che vado dai miei vado anche da mia suocera, per una serie infinita di ragioni. quella che mi viene in mente ora per prima è: ma perchè devo andare io e non venire lei...
fino a prima della fine dell'anno ci sono andata un po' più spesso, poi ho calato le visite. io mi stufo. sono sempre stata stufarella; è un mio vizio, brutto, chi dice il contrario, ma son fatta così ( e lasciatemela dire sta frase, perchè l'ho sempre sentita dire agli altri con il preciso intento di giustificare il loro modo di essere con la conseguente attacata al tram da parte mia per via di questa presa di posizione, che ora la posizione la voglio assumere io : SONO FATTA COSI'. )
a fine estate inizio autunno mi veniva lo scrupolo ad andare da mia madre, perchè se non passavo da mia suocera poi sembrava che non avevo fatto il mio dovere, poi piano piano mi son detta ma dove sta scritto che se vado da mia madre devo per forza andare da mia suocera e ho mollato; ma preventivamente erano stati fatti più volte inviti "fatti accompagnare qualche volta da tua figlia, a me basta che me lo dici perchè così mi organizzo" l'ho detto a lei e l'ho detto alla figlia, visto che una volta mi fa "sai, io stacco di lavorare tardi, ma magari torno a casa e verso le 19 mi viene voglia di vedere mio nipote, però ho paura di disturbare" e io ho sempre ribadito lo stesso concetto: mi chiami me lo dici "sto arrivando" io mi organizzo; può succedere che una volta ti posso dire di no perchè magari ho da fare altro, ma in linea di massima che problemi ci devono essere?
che cosa ha detto mia suocera a mio marito ieri?
dobbiamo spronare la sorella perchè l'accompagni a casa nostra.

come ho già detto
quella strana sono io

sabato 16 gennaio 2010

°scene da un matrimonio°

il socio 45 minuti ( se bastano, ma diciamo di media )
io ... 5

la percezione del tempo:
sono stata in bagno solo 5 minuti per fare ciò che lui impiega  a fare in 45 ( lo penso ma non lo posso dire ad alta voce - vabbhé qualche volta glielo faccio notare )
non capisco perché mi chiami dopo appena cinque minuti che sono entrato ( esclama in tono un po' disturbato )

se al bagno ci sono io e lui sta distraendo il biscottino?
amooooreeee  esci sono 45 minuti che stai li dentro

ovviamente quando è lui ad essere dentro, io  ho fatto 100 cose.... compreso distrarre il biscottino.
prima mi ci arrabbiavo, ora?
pure, anche se lo so, non serve a niente.